Residenze artistiche

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DAVID

Residenza Artistica al teatro Colombo dal 10 novembre al 4 dicembre 2016

Teatro Del Carretto
In collaborazione con Teatro Colombo
presenta
DAVID
drammaturgia e regia Paolo Civati

con Luigi Diberti, Valentina Fois, Giorgio Marchesi
assistente alla regia Flaminia Caroli
musiche originali Valerio Camporini Faggioni
scene Claudia Trapanà, Ermes Panicaldi
luci Fabio Giommarelli

Il Teatro Del Carretto sugella la preziosa collaborazione con il Teatro Colombo di Valdottavo che ha dato vita al suo Le Mille E Una Notte, scegliendolo ancora come luogo congeniale alla preparazione dello spettacolo David, il cui testo e regia sono stati affidati al drammaturgo Paolo Civati, che ospiterà la Compagnia in una Residenza Artistica che si concluderà dopo l’Anteprima Nazionale al Colombo.

Paolo Civati, drammaturgo, attore e regista formatosi alla Silvio D’Amico e all’Ecole del Maîtres, ha ormai da anni instaurato un intenso rapporto artistico con il Teatro Del Carretto, che nel 2003 lo scritturò come attore nello spettacolo Odissea; da allora, la compagnia lucchese ha già presentato due suoi spettacoli, Parole e I conigli non hanno le ali. Ha lavorato, tra gli altri, con Giorgio Barberio Corsetti, Mario Martone e Jan Fabre. Come autore e regista, ha vinto il premio Claudio Gora con lo spettacolo Luogo di Niente e il premio Attilio Corsini Salviamo i Talenti con lo spettacolo Emoticon; ha diretto Giuseppe Battiston in Otello-Lost in Cyprus, spettacolo d’apertura del Festival Shakespeariano al Teatro Romano di Verona. Nel cinema, è finalista del Premio Solinas Documentario per il cinema 2014 con Castro, in concorso al Festival dei Popoli 2016.
Civati, autore da sempre attento alle tematiche dell’interazione tra generi e generazioni, e alle psicosi che la vita contemporanea porta con sé, con questo nuovo testo – David – mette in scena tutta la drammaticità e la contraddittorietà dei rapporti tra genitori e figli quando la famiglia è scossa da una malattia invalidante. Nella pièce di Civati, la malattia di Alzheimer colpisce David De Andrea, performer ultrasettantenne (interpretato da Luigi Diberti) che, dopo la morte della compagna di una vita, si trova in balia dei figli Max (Giorgio Marchesi), commercialista di successo, ed Eva (Valentina Fois), surrogato senza talento dei genitori. Ecco allora che David diviene un padre acido e cinico ma divertente, patetico, insopportabile e al tempo stesso irresistibile, tutte caratteristiche contraddittorie che lo rendono assolutamente ingestibile, specie da quando i sintomi dell’Alzheimer si fanno sempre più presenti. David è la storia di una famiglia disfunzionale, fuori asse, obbligata ad emanciparsi da se stessa; di un padre che avanza pretese altissime verso i propri figli in virtù di un passato artistico non indimenticabile; di figli che colpevolizzano la famiglia per le proprie fragilità e debolezze. David è una pièce sulla goffaggine tragicomica che lega forzosamente i familiari quando devono prendere decisioni su un genitore che ha perso la propria autonomia.
Il ruolo di David è interpretato da Luigi Diberti, attore tra i più importanti del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler negli anni ottanta, nel corso della sua lunga carriera ha partecipato a moltissimi film e serie televisive (si ricordano La Piovra 3, 4 e 6), lavorando per Dario argento, Cristina Comencini, Gabriele Muccino, Davide Ferrario, Lina Wertmuller, Michelangelo Antonioni, Pupi Avati, Ferzan Özpetek, Elio Petri. Nei panni di Eva troviamo Valentina Fois, che da anni collabora con Paolo Civati, con il Collettivo Attori Riuniti e con Giuseppe Battiston. Giorgio Marchesi, che interpreta Max, si divide tra teatro, cinema e televisione, lavorando tra gli altri con Marco Tullio Giordana, Ivan Cotroneo, Ferzan Özpetek, Stefano Sollima; è stato protagonista delle serie tv di successo Una grande famiglia e Braccialetti rosssi

Pagine inedite queste di David, come molte scritte o nate tra le tavole di questo teatro, luogo di incontri preziosi, spaccato dell’amore che muove le arti e delle empatie che nascono e si definiscono straordinariamente tra artisti, come gli stessi Paolo Civati, Silvio Bernardi e Maria Grazia Cipriani e realtà del territorio lucchese, come il Teatro Del Carretto e il Teatro Colombo, scrigni preziosi ai sogni.

Giovedi 1 dicembre 2016 ore 21.15 – Anteprima nazionale

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T-LAD 2016

TEATRO-LABORATORIO d’ARTE DRAMMATICA
IV edizione
BO-SHA-KE L’EUROPA DEL VIZIO CAPITALE

Direzione Artistica Alessio Nardin
Direzione organizzativa Michela Innocenti – Alessandro Bianchi

Residenza Artistica Teatro Colombo Valdottavo 1-15 marzo 2016

con il sostegno di:
Kalambur Teatro – Compagnia Alessio Nardin, Teatro Colombo di Valdottavo
, Ass. Il Circo e La Luna
, Ass. Culturale Experia
, Teatro Belvedere di Mirano, Teatro Cormorano di Cavallino Treporti
, Ass. Echidna Paesaggio Culturale Circuito Palcofonico
e con il Patrocinio di:
Comune di Borgo a Mozzano, Comune di Cavallino –Treporti, Comune di Mirano
e con l’interessamento di:
Teatro del Giglio di Lucca GiglioLab

TLad si propone come un progetto teatrale permanente che, attraverso residenze periodiche in diversi Teatri durante l’anno 2016, mira a sviluppare un progetto teatrale/artistico. Un percorso di alta formazione professionale teatrale, per rinnovare il valore della ricerca nel campo dell’Arte Drammatica. Il fine è di creare di volta in volta, per ogni ciclo, un gruppo di lavoro che possa acquisire una nuova e più approfondita consapevolezza degli strumenti basilari dell’Arte Drammatica, essenziali per un lavoro di ricerca artistica. Nelle diverse fasi si lavorerà su testi scelti dalla drammaturgia classica e contemporanea, che saranno decomposti e analizzati mediante la pratica dell’ ”analisi attiva” (Studio o Etjud).I partecipanti saranno chiamati a rapportarsi con la propria natura artistica nonché ad interrogarsi costantemente su di essa. Lo “ Studio ” è lo strumento, o meglio il luogo, nel quale l’autore e l’attore si incontrano e dove si potrà indagare l’azione. È l’analisi “in piedi” che indaga lo sviluppo dell’azione attraverso la pratica.
È un lavoro che necessita di un tempo non immediato, perché un tempo è richiesto per riuscire a lavorare con la propria organica e con quella degli altri. Questa è la parte fondamentale, perché è direttamente connessa alla natura essenziale del teatro: l’azione. L’azione non può essere spiegata né pensata, ma deve manifestarsi. Per questo è importante che sia frutto di un lavoro organico e condiviso.
Il percorso da spazio allo studio, alla ricerca, ed è il luogo dove si innescano tutti gli elementi che danno vita alla creazione artistica.

‘Il progetto di questo ciclo di lavoro vede coinvolte diverse interessantissime realtà artistiche di differenti regioni italiane. Nel suo contenuto artistico sarà un viaggio nell’Europa di oggi attraverso le persone/personaggi di Shakespeare e le visioni di Bosch. Il lavoro di azione scenica inviterà lo spettatore ad interrogarsi sul passato, presente e futuro della nostra vecchia Europa. Come dei predatori gli attori si dovranno appropriare dei personaggi, più e meno noti, dei testi di Shakespeare e trasformarli in persone, in uomini vili, in eroi di oggi, in miti. Questo creerà, sulla base dei testi classici, un nuovo registro linguistico basato sull’azione. Indagheremo insieme i conflitti dell’uomo contemporaneo rispetto alla morale, l’etica, l’arte, lo stato, la religione, l’amore. Per questo il tutto potrà avvenire esclusivamente grazie alla generosità artistica dell’attore: solo con essa potremo affrontare un percorso per giungere ad un risultato momentaneo, che subito svanirà ma che potrà diventare in altre forme e luoghi la base per un ulteriore percorso nella strada eroica dell’attore e della comunità in cui “è” ’
“L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura”.
–Alessio Nardin

prova aperta alla stampa e al pubblico: martedi 15 marzo 2016 ore 20.30
info ed iscrizioni: www.tlad.one


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DONNE CHE CORRONO COI LUPI

di e con Fabrizio Buccianti e Simona Generali

Residenza Artistica Teatro Colombo da Gennaio a Ottobre 2016
In collaborazione con Centro di formazione e produzione teatrale Iardramma e Associazione Beliber

Ispirato dal libro “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estes, l’intenso lavoro proposto dai due attori Fabrizio Buccianti e Simona Generali porterà il gruppo a riscoprire l’antica natura selvaggia e istintuale che è in noi attraverso i miti della donna lupo espressi nelle storie più antiche di quasi tutte le culture esistenti.
Una ricerca degli aspetti autentici e istintivi dell’ essere che si sono persi nella notte dei tempi, ma che rimangono scritti nelle nostre cellule. Forza psichica, ferina e materna annebbiata dalle paure e dagli stereotipi di genere, riemergeranno per esprimersi in un corpo d’attore/attrice rigenerato e attingente ad energie insospettabili, arcane, oscure, ma anche intellegibili se la ricerca è volitiva e metodica.
Il testo da cui verrà estratta la drammaturgia affronta l’archetipo della Donna Selvaggia e i temi profondi della psicologia femminile attraverso le fiabe del folklore usate dalla psicologa junghiana anche in terapia. Partendo dalla lettura individuale e collettiva (per alcune sue parti) del testo, ogni incontro di focalizzerà in successione su un capitolo che verrà condiviso con modalità animative di diversa natura e di pedagogia teatrale.

“Ovunque e sempre, l’ ombra che ci sta dietro va indubbiamente a quattro zampe”…


“Anche la più repressa delle donne ha una vita segreta, con pensieri segreti e sentimenti segreti che sono lussureggianti e selvaggi, ovvero naturali. Anche la più prigioniera delle donne custodisce il posto dell’io selvaggio, perché intuitivamente sa che un giorno ci sarà una feritoia, un’apertura, una possibilità, e vi si butterà per fuggire.”

Attraverso un lavoro di ricerca e di studio scenico assistito da un drammaturgo che “scrive le azioni” sarà gestita un’ingente mole di materiale attinto dalle fiabe, dai miti, dai racconti popolari enucleando, su base psicoanalitica, una serie di archetipi che diventano l’architrave, sul quale sarà possibile ricostruire un’ “iniziazione alla donna selvaggia”. Oggi le donne, (ma anche gli uomini che collaborano alla risoluzione di un dubbio interiore nativo dalla risposta non scontata “Sono uomo o donna?” ) possono usare queste storie per ricostruire i loro pezzi mancanti, così da riattivare “la creatività passionale e un sapere ancestrale” assolutamente in grado di confrontarsi con la contemporaneità, perché matrici essenziali dell’essere.
Le tecniche utilizzate attraverseranno vari metodi teatrali: Stanjslawkj, Grotowskj, play back theatre, teatro dell’oppresso, teatro sociale.
La residenza, triennale, ha inizio dal Teatro Colombo di Valdottavo, per svilupparsi parallelamente in altre locations, con periodi intensivi in ambienti all’aperto. Tutto il lavoro sarà assistito anche da una psicologa che sottolineerà gli aspetti più interiormente sostenibili e sensibili al fine di gestire al meglio il percorso teatrale inteso come work in progress drammaturgico continuamente verificato dal palcoscenico.

info: www.iardramma.it

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SCIAILOC

Residenza Teatrale da Novembre 2015 a Maggio 2016

ci vuole molto tempo per imparare ad essere giovani…

una produzione Teatro Giovani di Lucca in partnership con Teatro Colombo di Valdottavo
Regia di Nicola Fanucchi
Con Lorenzo Ricciarelli, Nicola Cosentino, Cristina Lazzerini, Agnese Manzini,Emanuele Giorgi, Francesco Nutini, Jacopo Fanucchi, Matilde Bernardi, Rebecca Fanucchi, Eleonora Marchi
Scenografie Lad Studio
Grafica Giulia Berrettini

“Siamo entrati in punta di piedi dentro “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare. Con il timore e l’ammirazione che ha chiunque incontri un capolavoro. Inebriati dalla ricchezza del testo, affascinati dalla sua modernità, ci siamo immersi nel mondo di Venezia e Belmonte fatto di incomprensioni, amori, ribellioni, vendetta, orgoglio, coraggio. E lì, abbiamo ritrovato noi stessi: giovani attori anzi, giovani donne e uomini. E abbiamo scelto il nostro personaggio. Perchè ci assomiglia o perchè è così distante da quello che siamo”. – Nicola Fanucchi

Dieci attori under 30 che, con rispetto ma anche con sfrontatezza, giocano con il testo di Shakespeare per parlare della stupidità dell’intolleranza sottolineandone l’aspetto comico e grottesco. Chi sono questi veneziani (Graziano, Bassanio, Salarino) che si sentono migliori dei “diversi”? E come si relazionano con loro Sciailoc (scritto come si pronuncia), l’escluso e Antonio, il melanconico mercante di Venezia. Quanto è forte e coraggioso l’amore impossibile fra Gessica e Lorenzo? Cosa vogliono fare da grandi Porzia e Nerissa una volta uscite dal sogno di Belmonte? E Lancillotto, sarà mica il più saggio di tutti?
Un Mercante di Venezia, quindi, fresco e frizzante, sfrontato ma rispettoso del testo, che prenderà vita dalle tavole del Teatro Colombo e debutterà presso lo stesso in anteprima, con una Compagnia interamente formata da giovani attori e tecnici. Un mercante di Venezia soprattutto giovane, con la consapevolezza che per imparare a essere giovani ci vuole molto tempo!

  

Cantiere CECHOV

Senza trama e senza finale

Residenza Artistica Teatro Colombo dal 19 al 27 Aprile 2015

Macelleria ETTORE avvia un percorso triennale su Anton Cechov, che parte dalla produzione di “Senza trama e senza finale” (estate 2015) – una drammaturgia originale basata sui Racconti –, e culmina con la produzione de “Il giardino dei ciliegi” (stagione 2016/17). Apriamo un cantiere, alla ricerca di ciò che passa nell’arco di un respiro, nell’incrocio di due sguardi, nel momento della sospensione, quando tutto si fa palese e arcano.
Prima tappa del percorso sono i Racconti di Cechov: brevi, ironici, intensi e fuggevoli. Frammenti di vita ritratti con leggerezza. Attimi rubati al tempo che fugge. Cerchiamo un’altra prospettiva da cui guardare Cechov, battendo l’accento sul risibile del quotidiano e su una trasposizione contemporanea di dinamiche universali. Nei Racconti ci sono in potenza tutti i personaggi e le relazioni che troviamo sviluppati nelle commedie. È un’occasione preziosa di indagare il linguaggio del maestro attraverso un’operazione vicina al nostro modo di lavorare, procedendo per gradi e gettando le basi per Il Giardino dei ciliegi. Quattro attori danno vita a una folla umana di personaggi che s’intersecano sulla scena. Una drammaturgia basata sul ritrarre la vita com’è: senza trama e senza finale.
Il progetto prevede sei sessioni di lavoro per otto settimane complessive di prove, che si articolano in altrettante residenze artistiche in strutture diverse, cui corrispondono interlocutori artistici differenti: La Corte Ospitale di Rubiera, Teatro Sanbapolis e Centro Santa Chiara di Trento, Armunia e il Festival Costa degli Etruschi di Castiglioncello, Teatro Colombo di Valdottavo (Lu), L’Arboreto Teatro Dimora di Mondaino (Rn), il Teatro Litta di Milano.
A corredo del progetto, TrentoSpettacoli e Compagnia Macelleria Ettore attiveranno nel triennio una campagna di comunicazione sul web e i social network con l‘hashtag #cantierecechov, che avrà l’obiettivo di far parlare di sé il progetto e soprattutto di avvicinare un pubblico giovane e nuovo a un progetto che, pur confrontandosi con un classico, si configura strutturalmente come un cantiere aperto a collaborazioni, contaminazioni e interventi partecipativi da parte del pubblico. Inoltre, durante tutto il progetto la compagnia individuerà dei ‘maestri’ e dei ‘compagni di viaggio’: da una parte delle personalità di spicco del panorama teatrale e artistico e non solo con cui dialogare e condividere il percorso creativo, dall’altro dei veri e propri ‘fiancheggiatori’ del percorso che potranno fornire sguardi esterni, non convenzionali e anche spiazzanti rispetto al cuore del progetto, sempre nell’ottica del modello-cantiere individuato.
Si apre al pubblico tutte le fasi finali di residenza, sottoforma di prove aperte, per testare i materiali elaborati in modo da costituire ciascuno un étude a sé, prima di confluire – in parte o del tutto – nella composizione finale dello spettacolo.

MACELLERIA ETTORE__ teatro al kg
Il gruppo nasce nel 2008 come collettivo artistico, da un progetto di Carmen Giordano che ne cura regia e drammaturgia. Maura Pettorruso, Stefano Detassis, Paolo Pilosio e Woody Neri sono interpreti attivi del progetto. Le scenografie, i costumi e i set video sono ideati e realizzati da Maria Paola Di Francesco, e i disegni luce sono di Alice Colla. Collaborano con Macelleria Ettore la musicista Chiarastella Calconi e la videomaker Katia Bernardi. La nostra prima produzione è ‘LA PORTA APERTA’, cui seguono ‘CECHOV #01’ (2010), ‘STANZA DI ORLANDO. Viaggio nella testa di Virginia Woolf’ (2011), ‘ELEKTRIKA un’opera techno’ (2012). Nel 201 debuttano ‘ALICE DELLE MERAVIGLIE’ e ‘AMLETO?’. Dal 2014 la compagnia è impegnata in un progetto triennale dal titolo ‘CANTIERE CECHOV’.

prova aperta al pubblico: Domenica 26 Aprile 2015 ore 18:00

 

Il Teatro Colombo presenta in anteprima nazionale

Il Teatro Del Carretto in

Le mille e una notte

“Raccontate le storie della vostra vita, riversateci sopra il vostro sangue
e le vostre lacrime e il vostro riso, finché non fioriranno”

con Elisa Bossi, Giacomo Vezzani, Nicolò Belliti
drammaturgia e regia: Maria Grazia Cipriani
scene e costumi: Graziano Gregori
sound design: Luca Contini

residenza artistica dal 16 Settembre al 21 ottobre 2014 Teatro Colombo

“ In quella che è una delle più straordinarie raccolte di storie di tutta la letteratura, il sultano Shahriyar, per vendicarsi dell’infedeltà della prima moglie, uccide sistematicamente le spose al termine della prima notte di nozze. Shahrazad, figlia del Visir, decide di porre fine alla strage. Si offre così come sposa al sultano, e riesce a scampare alla morte e a salvare la vita di chissà quante altre donne, grazie alla sua intelligenza ed al suo fascino: racconta una serie interminabile di storie incastonate l’una nell’altra in un sapientissimo gioco di scatole cinesi…Per mille e una notte il crudele sultano ascolta rapito…e, al termine della narrazione, le rende salva la vita e rinuncia alla sua legge disumana.”
La narrazione de Le mille e una notte risale ad un millennio fa e pur il suo tema appare più attuale e moderno che mai: in boscaglie intricate, o nel bagagliaio di un’automobile, o in un sinistro vigilare di porte segrete e serrature che custodiscono scempi e orrori, tale disumana efferatezza permane e rischia di crescere ovunque.
La nostra protagonista vive nell’oggi.
Il tema delle Mille e una notte è solo il pretesto, il filo conduttore, la cornice che si fa elemento di raccordo tra visioni e frammenti di racconti felici o tragici tratti dalla mitologia, dalla fiaba, dalla letteratura e dalla drammaturgia…fino a quelli tratti dalla cronaca dei nostri giorni: un universo onirico e visionario che il teatro può offrire e che poi ci viene incontro ogni giorno dai titoli dei giornali.
La struttura dello spettacolo è quella di un labirinto in cui si passa attraverso una storia e ci si ritrova in altre storie, incatenate l’una all’altra come anelli di una catena in un espediente narrativo che è del “teatro nel teatro” ed è presentato a volte in forma continua, a volte rapsodica, costellato di poesie e canti, a costituire un unico arazzo che vuole essere un fiducioso canto alla vita.
prove aperte al pubblico sabato 11 e domenica 12 ottobre ore 16:30 – ingresso libero

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La Moderna Mary Poppins di Sara Vannelli

residenza artistica dal 1 al 15 gennaio 2014 Teatro Colombo

Sara Vannelli costruisce al Teatro Colombo il suo nuovo progetto multimediale formativo per bambini e ragazzi. Il progetto verterà sulla costruzione di un personaggio versatile, testo e regia, che si esprime contemporaneamente e alternativamente attraverso diversi linguaggi teatrali; danza, canto, recitazione, videoproiezione. Linguaggi diversi per affrontare vari temi di carattere informativo, educativo, ludico in modo non convenzionale, un approccio emozionale e partecipativo che possa sciogliere la reticenza di un pubblico di variegata estrazione. La figura che porta avanti l’azione si configura come una moderna Mary Poppins che, attraverso il suo fare insolitamente magico, rompe la quarta parete e trasporta tutti con sé in un viaggio ricco di sorprese.

Sara Vannelli
Coreografa, danzatrice, cantante, attrice, presentatrice, insegnante di danza.
Si diploma con il massimo dei voti presso la “Cecchetti Society”. Borsista a New York presso la Martha Graham School of Contemporary Dance e a Montecarlo alla Accademia di danza classica Princesse Grace. A Monaco di Baviera si esibisce con il Teatro Musicale Trinazionale.
Svolge una intensa attività performativa con artisti quali Giorgio Albertazzi, Marika Besobrasova, Jane Campion, Antonio Salines, André De La Roche, Luca Faggella (premio Tenco 2002), Gino Landi, Kimberle Moon.
E’ relatrice in seminari di storia della danza e del teatro musicale , nel 2013 si laurea in Sociologia della Comunicazione presso la facoltà di Scienze Politiche C.Alfieri di Firenze con una tesi che indaga sui rapporti che intercorrono tra danza, arte e comunicazione.
Invitata al teatro Ariston di San Remo dopo una selezione per presentare una propria coreografia al Galà di beneficenza della Lilt e al Festival degli Autori.è vincitrice borsa di studio per musical presso MDM Academy Milano e Sanremo Productions Academy San Miniato. Si è esibita nei maggiori teatri italiani: coreografa e interprete dello spettacolo musicale “Biancaneve e le sette note” Spazio Leopoldo, coreografa e danzatrice nel “Il Carnevale degli animali” di Camille Saint-Saens e voce recitante della fiaba musicale “Pierino e il lupo” di Sergej Prokof’ev presso Istituto Superiore Studi Musicali L. Boccherini Lucca, attrice solista “Su e giù per le Scale” per Scuola di Musica Sinfonia Lucca, solista “Fiabe di Tommaso” per Istituto musicale Mascagni, Livorno e associazione Cluster, Lucca coreografa e danzatrice solista “Pinocchio” per compagnia Peccioli Teatro, coreografa, danzatrice, cantante e attrice“Ritratti in musica e danza” per “LuccaJazzDonna”, coreografa e danzatrice solista in “I Pagliacci” per Società Corale Pisana e ne “La Serva Padrona” per associazione Cartasia, coreografa e attrice solista di “Chi va in scena”, per Fondazione teatro Verdi di Pisa, ha scritto, diretto e interpretato lo spettacolo “Dal rumore alla melodia…allacciate le cinture: destinazione stelle!” a fianco dell’orchestra dell’Istituto Bioccherini di Lucca diretta dal M° Gianpaolo Mazzoli. Tra i talenti lucchesi è invitata al Summer Festival d iLucca nel luglio 2013 in veste di cantante e danzatrice di due inediti del M°Gianpaolo Mazzoli.

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Anna e le altre, frammenti di un martirio

con Livia Castellana e Martina Benedetti – regia di Andrea Buscemi

residenza artistica dal 6 al 21 dicembre 2013 presso il Teatro Colombo

In partneship con
Residenze “Borgo Giusto” località Partigliano
Ristorante-Griglieria “La Terrazza” Valdottavo

A dicembre il Teatro Colombo si appresta a realizzare la sua prima produzione nel campo della prosa, con un’inedita regia curata dall’attore Andrea Buscemi del testo di Alberto Severi “Anna e le altre, frammenti di un martirio” basato sul libro di Paolo Pezzino Sant’Anna – Storia di una strage, Il Mulino, 2008

La residenza vede protagonista Buscemi con le due attrici Livia Castellana e Martina Benedetti, che interpreteranno i volti, i tratti, le sensazioni, le emozioni delle donne coinvolte in quello che fu il tragico eccidio di Sant’Anna di Stazzema.

C’è Evelina, la ragazza uccisa col bambino ancora nella pancia. E Maria, la madre di otto figli, sfollata dalla Spezia. C’è Genny, quella che tirò lo zoccolo in faccia al tedesco. E Marta e Armida, trovate dietro la chiesa, con le gonne alzate, piene di sangue. E c’è Anna.
Anna, la più piccola, appena venti giorni di vita, straziata in braccio alla mamma.
Sono Anna e le altre, i Frammenti di un Martirio che il drammaturgo fiorentino Alberto Severi (La Guerra Piccola con la regia di Ugo Chiti, Valzer diretto da Sergio Staino, Bruno prof. Giordano, eretico, con Flavio Bucci) ha tratto, con l’avallo e la collaborazione dell’autore, dal libro dello storico Paolo Pezzino, Sant’Anna di Stazzema, Storia di una strage, edito nel 2008 dal Mulino.
Una commistione di teatro di narrazione e di teatro di rappresentazione, che nello strutturarsi dialogico, ricorda a tratti i Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese, e nell’ambientazione fantasmatica, post mortem, richiama alla lontana certe atmosfere di Spoon River, il loro ricomporre da una dimensione ultratemporale i drammi e le tragedie della Storia, e la devastante irruzione di quest’ultima nella vita quotidiana di una piccola comunità toscana.

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Libero adattamento del monologo di Molly Bloom dall’Ulisse di James Joyce

di Simona Generali e Michela Innocenti

residenza artistica ad ottobre 2013 presso il Teatro Colombo

Una giornata per le strade di Dublino è l’Ulisse di James Joyce.
Diciotto episodi che seguono, a un livello mitico, l’Odissea omerica, attraverso gli stessi protagonisti che rappresentano Ulisse (Leopold Bloom), Telemaco (Stephen Dedalus) e Penelope (Molly Bloom). L’ultimo episodio, noto come il “monologo di Molly Bloom”, un flusso ininterrotto di oltre quaranta pagine che conta due soli segni di punteggiatura ed è costituito di otto enormi frasi nelle quali Molly inizia a riflettere, prima di addormentarsi, su di una richiesta che il marito le ha fatto nel capitolo precedente, per passare poi a considerazioni sui propri amanti, su di sé, sugli altri personaggi che si incontrano durante il romanzo, in un flusso incessante di idee, memorie, sensazioni, percezioni che scorrono liberamente e senza pause o cesure, proprio come fanno i pensieri nella mente umana.

Due splendide attrici e registe del territorio lucchese, Simona Generali e Michela Innocenti, animano ad ottobre il teatro colombo con una residenza artistica per l’allestimento del loro adattamento del monologo di “Molly Bloom”, che sarà presentato al Festival “Drammaturgie Visioni” di Avezzana.

per info sulle residenze artistiche:
laboratori@teatrocolombo.it
Tel. 368 453795 | 347 5283262